Quanto puoi guadagnare lavorando in Svizzera? Scopri i salari di ogni cantone

 

 

Quanto puoi guadagnare lavorando in Svizzera? Sappi che non è previsto un salario minimo garantito a livello nazionale.

La Confederazione Elevetica da qualche anno sta lavorando a una riforma generale sul salario minimo ma, ad oggi, solo alcuni Cantoni hanno introdotto i salari minimi. La paga minima legale è prevista, inoltre, solo per determinati settori professionali.

Scopriamo in dettaglio quali sono i Cantoni e i settori in cui il salario minimo è garantito, e come funziona il sistema degli stipendi in Svizzera.

SALARIO MINIMO E IMPORTI

La Svizzera, nel 2019, si è classificata al primo posto come Paese con gli stipendi più alti in Europa per i professionisti, sia con poca che con molta esperienza. Tuttavia in Svizzera non è stata varata una riforma nazionale sui salari minimi. Nel 2014 c’è stato un referendum che ha proposto l’introduzione di una retribuzione minima obbligatoria nazionale di 22 franchi orari, ovvero circa 19 euro, ma è stato bocciato, sebbene la paga proposta fosse di gran lunga superiore a quanto offerto nel resto dell’Europa.

Al giorno d’oggi solo 5 Cantoni su 26 hanno un salario minimo, con un importo che varia da 19 a 23 franchi in base al Cantone. Ecco in dettaglio i Cantoni che hanno adottato un salario minimo per legge:

  • Neuchâtel – salario minimo pari a 20.08 franchi (circa 18,53 euro);

  • Basilea Città – salario minimo pari a 21 franchi (circa 19,38 euro);

  • Giura – salario minimo pari a 20 franchi (circa 18,46 euro);

  • Ginevra – salario minimo pari a 23 franchi (circa 21,22 euro);

  • Canton Ticino – salario minimo pari a 19 franchi (circa 17,53 euro).

E’ importante precisare che in questi Cantoni il salario minimo non vale per tutte le categorie di lavoratori, ma solo per una parte di essi.

COME FUNZIONA IL SALARIO MINIMO IN SVIZZERA

Nonostante la mancata introduzione di un salario minimo standardizzato a livello generale in Svizzera, i salari sono negoziati individualmente, in base all’accordo tra lavoratore e datore di lavoro o in modo collettivo. I negoziati collettivi vengono svolti dalle parti sociali (sindacati e associazioni padronali) per un intero settore o per aziende specifiche. Le condizioni di lavoro e i salari vengono stabiliti di comune accordo nel contratto collettivo di lavoro (CCL). Ci sono però delle differenze tra i vari settori, in particolare tra quelli con e quelli senza contratti collettivi di lavoro (CCL) o con contratti normali di lavoro con salari minimi vincolanti.

Ecco come funzionano i salari minimi in ciascun settore:

1) SALARI MINIMI NEI CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO

Nei settori con contratto collettivo di lavoro (CCL), le imprese nazionali ed estere sono chiamate a rispettare i salari minimi vincolanti previsti dal relativo CCL. Le prescrizioni salariali applicabili ai lavoratori variano a seconda della loro attività ed esperienza professionale.

Il CCL è lo strumento più garantista. Si tratta di un contratto in cui la parte contraente può essere costituita da uno o più datori di lavoro o da una o più associazioni di datori di lavoro. Invece, i lavoratori sono sempre rappresentati da una o più associazioni di lavoratori (sindacati). 

Molte professioni sono disciplinate da un CCL di obbligatorietà generale dedicato, in cui è stabilito anche il salario minimo.

2) CONTRATTI NORMALI DI LAVORO CON SALARI MINIMI VINCOLANTI

Nei rami in cui non esiste un contratto collettivo di lavoro (CCL), in caso di offerte ripetute e abusive di salari inferiori a quelli usuali per il luogo, la professione o il ramo, possono essere emanati contratti normali di lavoro (CNL). Tali contratti stabiliscono salari minimi vincolanti validi per l’intero ramo e modificabili solamente a vantaggio del lavoratore.

3) SALARI MINIMI TEMPORANEI

Nei settori o nelle professioni in cui non sono previsti salari minimi vincolanti stabiliti da contratti collettivi di lavoro o contratti normali di lavoro, devono sempre essere rispettati i salari usuali per il luogo, il ramo o la professione. Se vengono ripetutamente e abusivamente offerti salari inferiori a quelli usuali, gli organismi preposti nel Cantone di riferimento possono proporre che vengano fissati temporaneamente salari minimi. La determinazione dei salari usuali è di esclusiva competenza delle commissioni tripartite cantonali.

IL CALCOLATORE NAZIONALE DEL SALARIO MINIMO

Il Governo Federale ha messo a disposizione dei lavoratori anche un calcolatore nazionale dei salari, che aiuta a calcolare il salario usualmente versato in Svizzera per una determinata attività, considerando anche il profilo individuale (età, anzianità di servizio, formazione, posizione nell’azienda e professione). Nel caso il proprio salario risultasse basso o inadeguato rispetto a quello usuale, è possibile fare una segnalazione alle autorità preposte.

 

SALARIO MINIMO IN SVIZZERA PER FRONTALIERI

Le nuove disposizioni sul salario minimo in alcuni Cantoni della Svizzera sono considerate da molti elvetici, oltre che un diritto e una tutela dei lavoratori, anche un possibile regalo ai frontalieri italiani o francesi. Parliamo dei lavoratori che vivono in Italia o in Francia (con un costo della vita nettamente inferiore a quello svizzero) ma lavorano nei Cantoni confinanti. Per loro ora la paga è di circa 3500 – 3600 euro al mese: una buona notizia per i lavoratori di confine che nei loro settori d’impiego, fino all’arrivo delle nuove leggi, percepivano remunerazioni ben inferiori. Secondo alcune associazioni di datori di lavoro dei Cantoni svizzeri di confine, l’introduzione del salario minimo potrebbe attrarre nuova manodopera straniera.

Per altri invece, la fissazione di un salario minimo ridurrà la concorrenzialità dei frontalieri, soprattutto di quelli meno formati, e come conseguenza, i datori di lavoro saranno incentivati ad assumere dipendenti del posto. Il dibattito politico è tuttora in corso per gli altri 21 Cantoni che ancora non hanno ancora adottato il salario minimo.

SALARIO MINIMO IN SVIZZERA PER DISTACCATI

Secondo le ultime sentenze del Consiglio di Stato svizzero, i lavoratori distaccati in Svizzera non devono sottostare al salario minimo stabilito dai Cantoni dove sono distaccati. Si ricorda che i lavoratori distaccati sono quelli inviati in Svizzera (in generale in uno Stato diverso da quello in cui ha sede l’azienda datrice di lavoro) per un incarico temporaneo. Al vaglio dei giudici c’era la possibilità di imporre ai datori di lavoro esteri che inviano i propri dipendenti in Svizzera anche il rispetto delle condizioni salariali minime prescritte a livello cantonale, ma il Consiglio di Stato ha respinto, per ora, questa opportunità.

LAVORO IN SVIZZERA: LA NORMATIVA GENERALE

In Svizzera a disciplinare le professioni è la Legge sul lavoro (LL), che costituisce la base della protezione dei lavoratori. Il suo contenuto si distingue in due parti principali:

  1. la durata del lavoro e del riposo;
  2. protezione della salute.

A completare la legge, vi sono poi diverse ordinanze che disciplinano:

  • disposizioni speciali per determinate categorie di aziende e di lavoratori;
  • gli obblighi e i diritti nell’ambito della protezione della salute;
  • le prescrizioni applicabili alle aziende industriali e che regola la procedura d’approvazione dei piani e del permesso d’esercizio;
  • la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori di età inferiore a 18 anni;
  • protezione della maternità;
  • lavori pericolosi.

PARITÁ SALARIALE TRA UOMO E DONNA

È importante anche sottolineare che la Svizzera sposa il principio della parità tra uomo e donna in ambito salariale. Secondo tale norma, un lavoro uguale o equivalente deve essere retribuito allo stesso modo a entrambi i sessi. In caso di discriminazione salariale è possibile contattare subito l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo che prenderà i dovuti provvedimenti.

Oltre ai principi e alla disciplina di carattere nazionale sul tema lavoro vi sono delle norme che si differenziano di Cantone in Cantone, basate sui contratti collettivi di lavoro (CCL) e su i contratti normali (CNL), oltre che sui contratti individuali del lavoro che sono frutto di accordo diretto tra lavoratori e datori di lavoro.

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